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Eversin Eversin

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intervista

Scritto da
Elio F
Data
Aprile 24, 2010

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Eversin
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Gli Eversin, ex Fvuoco Fatvo, hanno da poco pubblicato “Divina Distopia”, primo album con il nuovo monicker. Un disco senz’altro interessante, così, visti gli ottimi risultati abbiamo voluto sentire la band per saperne qualcosa in più. Abbiamo dunque il piacere di ospitare su Stereo Invaders Ignazio Nicastro e Giangabriele Lo Pilato, rispettivamente bassista e chitarrista degli Eversin.

- Salve, sono Elio di www.stereoinvaders.com. Grazie per quest’intervista. Dopo diversi anni e tre dischi con il monicker Fuoco Fatuo, adesso vi presentate come Eversin. Comincerei proprio da qui: come mai avete cambiato nome?

- Ignazio Nicastro: Prima di cominciare vorrei ringraziare tutti voi di Stereo Invaders per il supporto e lo spazio che ci state dando. Il cambio del moniker nasce dal fatto che Fvoco Fatvo, non rappresentava più la nostra musica, in quanto legato ad un certo tipo di sonorità che caratterizzavano il nostro passato. Nel 2007, ci separammo dal nostro vecchio tastierista, tornando fortunatamente al nostro originario status di trio, e ricominciando a suonare e a vivere il gruppo. Ci è sembrato giusto dare un taglio netto con un passato che, pur non rinnegandolo, non ci rappresentava più. Non dobbiamo dimenticare che un moniker come Eeversin è comunque più idoneo ai mercati internazionali.

- “Divina Distopia” è il vostro nuovo album: a cosa allude il titolo?

- Ignazio Nicastro: La distopia è l’opposto dell’utopia, cioè un qualcosa di irrealizzabile ma in negativo. Viene etichettata come “divina” perché fa riferimento alle manie di grandezza di certi uomini ed alla loro smania di sostituirsi a Dio. Immaginate un qualcosa di estremamente negativo che solo Dio potrebbe creare, ma che viene auspicato da esseri umani. E per capire cosa dico basta guardare un qualsiasi TG e vedere il baratro verso cui l’umanità scivola giorno dopo giorno.

- Dato che è suddiviso in quattro atti possiamo considerarlo un concept? E se sì, qual è la storia alla base del concept?

- Ignazio Nicastro: "Divina Distopia" non è un concept...La suddivisione in atti è stata fatta per accorpare i brani che trattano di argomenti simili, ma non siamo in presenza di un album a concetto. I temi trattati riguardano ciò che ci circonda e che ci fa riflettere...Tutto però è trattato metaforicamente usando parallelismi anche per creare più interesse in chi legge i testi.

- Qual è stata la genesi del disco? Se non erro avete prima realizzato in disco con le vostre forze e poi una volta pronto il disco avete ottenuto il contratto con la My Kingdom Music.

- Giangabriele Lo Pilato: Sì, è esatto. Abbiamo registrato il disco presso gli studi di Mimmo Petrella, il tastierista, ed in seguito abbiamo fatto il mastering presso i New Sin Studios e spedito il prodotto finito a Francesco della MKM. Fortunatamente è stato subito di suo gradimento.

- Pensi che in generale sia questa la strada migliore per una band giovane per farsi conoscere? Cioè quella di realizzare il disco da sé e poi sperare di farsi notare da un’etichetta?

- Ignazio Nicastro: Dipende dalle possibilità economiche di una band. Ci sono gruppi che si accontentano di fare un demo di tre tracce con un suono pessimo, ma che magari hanno la fortuna di essere notati da una label che poi si accolla di pagar loro gli studi di registrazione. Ma anche in questo caso non sono tutte rose e fiori. Considera che si ha sempre il tempo contato e che si fa la maggior parte delle incisioni sul filo del rasoio. Noi per fortuna non abbiamo di questi problemi. Entriamo in studio e possiamo starci quanto vogliamo. I risultati, come diceva Gianga, sono più che buoni, anche se c’è sempre qualcosa da migliorare. Noi con la MKM ci troviamo benissimo anche sotto questo profilo. Nessuna pressione, anzi, totale disponibilità.

- Come si sono svolte le registrazioni?

- Giangabriele Lo Pilato: Uff...che domanda difficile...Dico così perchè se dovessi raccontare tutta la storia che c’è dietro le recording session non finirei più. Il fatto è che prima di affidare tutto a Mimmo, ci siamo fidati di una persona che tutto ha fatto tranne che darci una mano. Figurati che se fossimo ancora impelagati con questo tizio, saremmo ancora alle prese con la prima canzone...In seguito, capita l’antifona, ci siamo rivolti a Mimmo, che da professionista serio quale è ha subito messo le mani sui pezzi ultimandoli in poco più che tre mesi.

- La vostra formazione a tre vi ha in qualche modo “costretto” ad avvalervi della collaborazione di Mimmo Petrella alle tastiere e Sergio Calì alla batteria. Approfitto del fatto che li ho menzionati per evidenziare l’ottimo lavoro svolto da entrambi, ma vorrei chiederti se pensate di mantenere così la line-up o prevedete degli innesti?

- Ignazio Nicastro: Gli Eversin sono un trio ed un trio vogliono rimanere. I ragazzi hanno svolto un ottimo lavoro, davvero, e mi auguro che collaboreranno con noi anche sul prossimo disco, ma il nucleo della band sarà sempre rappresentato da noi tre.

- Quali sono a tuo avviso le principali qualità che avete affinato nel corso degli anni e che sono distinguibili nel vostro sound?

- Giangabriele Lo Pilato: Gli Eeversin suonano un tipo di musica particolare. In una nostra canzone puoi trovare molti elementi diversi...Una nostra qualità penso sia il riuscire ad unire ed a far convivere degli stili diversi senza uscire dal seminato o risultare noiosi. Penso che si possa dire tutto a “Divina Distopia”, può piacere o non piacere, ma non si può dire che sia un album noioso...Direi che siamo una band facilmente distinguibile, anche perchè, senza voler esagerare, penso che non sono molte le band in Italia che propongono la nostra stessa musica...

- Quali sono i sogni nel cassetto che ti piacerebbe realizzare come musicista?

- Ignazio Nicastro: Il sogno sarebbe quello di poter vivere di musica...Poi ce ne sono altri, ma quello diciamo che è ricorrente.

- Giangabriele Lo Pilato: Si, sono d’accordo...Però mi accontenterei di un tour con gli Annihilator...

- Progetti per il futuro?

- Ignazio Nicastro: Speriamo di poter suonare dal vivo in estate, ma dobbiamo fare i conti con i nostri lavori prima. Se potremo sarà la nostra priorità fare dei concerti. In caso contrario, sotto con il nuovo disco.

- Bene, grazie ancora per quest’intervista. Un saluto e in bocca al lupo!

- Ignazio Nicastro: Grazie a te ed a tutto lo staff di Stereo Invaders.

- Giangabriele Lo Pilato: Grazie a voi, ragazzi.

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