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Recensioni Novità Eversin - Divina Distopia
 

Eversin - Divina Distopia Eversin - Divina Distopia

Eversin - Divina Distopia

info

Titolo
Divina Distopia
Anno
Durata
39 minuti
Nazionalità
Formazione
Angelo Ferrante - vocals
Ignazio Nicastro - bass
Giangabriele Lo Pilato - guitars

Mimmo “Master” Putrella - keyboards
Sergio Calì - drums
Tracklist
- Act I: Strangers In A Strange Land
1. X.E.N.O.S.
- Act II: Inner Struggle
2. Wings Of Tears
3. In The Shadow Of The Rose
- Act III: Signs Of The Ordered Chaos
4. Divina Distopia
5. Angel Of Silence (5033 A.D.)
- Act IV: Past
6. Suddenly
7. In My Dreams They Live
Voto
8
Scritta da
Elio F

Il nome degli Eversin potrebbe risultare del tutto nuovo ai più: in realtà, non si tratta altro che dei Fuoco Fatuo, band che aveva riscosso già un discreto successo e raccolto consensi positivi, pubblicando ben tre album. “Divina Distopia” è il primo lavoro con questo nuovo monicker, ma al di là di questo, la qualità è rimasta intatta. L’album comprende sette brani di power thrash, dalle forti tinte progressive e con elementi orchestrali. Le influenze nel sound degli Eversin sono infatti molteplici: basti citare acts quali Nevermore, Iced Earth, Annihilator, Symphony X e Blind Guardian per comprendere quanto sia vario e ricco di sfumature lo stile della band siciliana. Credo che “Divina Distopia” possa considerarsi un concept, visto che è suddiviso in quattro atti, ma ogni canzone brilla di luce propria, al di là di qualsiasi collegamento possa esserci tra i brani. Un bellissimo disco che unisce bene potenza, melodia, tecnica, con un cantato di grande grinta ed intensità, riffs rocciosi, assoli deliziosi e con una significativa presenza delle tastiere, queste ultime suonate da Mimmo Petrella, il quale, pur partecipando in veste di session-player, gioca un ruolo fondamentale nella struttura dei brani, contribuendo a rendere ancora più personale il sound della band. Gli unici appunti che si possono muovere sono una pronuncia dell’inglese magari perfezionabile ed il fatto che uno-due brani in più potevano anche starci, dato che la durata del disco è di appena 39 minuti. Per il resto, si tratta di un buon lavoro, che conferma la band come una delle realtà più interessanti del panorama italiano.

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