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Recensioni Leaders Eversin - Trinity: The Annihilation
 

Eversin - Trinity: The Annihilation Eversin - Trinity: The Annihilation

Eversin - Trinity: The Annihilation

info

Titolo
Trinity: The Annihilation
Anno
Durata
39 minuti
Nazionalità
Formazione
Angelo Ferrante - lead vocals
Ignazio Nicastro - bass, screaming and growling vocals
Giangabriele Pilato - guitars
Danilo Ficicchia - drums

James Rivera - vocals on track 2
Glen Alvelais - guitar solo on track 4
Tracklist
1. Flagellum Dei
2. Fire Walk With Me
3. Chaosborn
4. We Will Prevail
5. Crown Of Nails
6. Beneath An Atomic Sun
7. Litanies Of War
8. Trinity
Voto
8,5
Scritta da
Elio F

hopNuovo disco degli Eversin, che ritornano più aggressivi e devastanti che mai.

Sono già trascorsi tre anni dall’ottimo “Tears On The Face Of God” ma ecco che gli Eversin propongono un nuovo studio album, intitolato “Trinity: The Annihilation”. Il titolo allude al nome in codice usato per la prima esplosione di un’arma nucleare nel New Mexico il 16 luglio 1945: ancora una volta, dunque, come nel precedente album, la guerra sembra essere una delle tematiche principali del disco. In line-up si assiste ad una novità importante, con l’inserimento dietro le pelli di Danilo Ficicchia, batterista davvero tecnico e potente (messosi già in evidenza con i Nemesis) che rappresenta certamente una soluzione ideale per l’attuale sound degli Eversin, sempre più orientato verso il thrash, senza trascurare però l’aspetto tecnico. Il disco si apre con “Flagellum Dei”, un brano subito molto veloce ed aggressivo, con qualche spunto modernista. Un po’ più classiche le sonorità di “Fire Walk With Me”, senz’altro uno degli highlights del disco, che vede la partecipazione di un guest d’eccezione, vale a dire James Rivera degli Helstar, che duetta con Angelo Ferrante nella seconda parte della canzone. Analogo discorso può farsi per i brani seguenti: “Chaosborn” e “We Will Prevail” sono due tracce molto aggressive e la seconda è anche impreziosita da un assolo di Glen Alvelais (Forbidden, Testament). Un giro di chitarra apre “Crown Of Nails”, sul quale s’innesta un velocissimo assolo fino a sfociare in un refrain molto diretto. Su “Beneath An Atomic Sun” e “Litanies Of War” gli Eversin danno probabilmente ulteriore enfasi all’aspetto tecnico ed in particolare la performance della sezione ritmica è davvero esaltante. Chiude “Trinity”, un concentrato di potenza, dove si accavallano voci e riffs, in una sorta di tempesta sonora devastante e totalmente travolgente, che lascia poi inesorabilmente spazio al silenzio del deserto e al suono di allarmi. Gli Eversin confermano dunque quanto di buono fatto ascoltare in passato, proseguendo in linea di massima sul percorso intrapreso con “Tears On The Face Of God”, ma compiendo un ulteriore passo in avanti a livello stilistico e compositivo, con un amalgama di gruppo che giunge forse ai suoi massimi livelli. Si segnala, infine, come il mastering sia stato realizzato da Stu “Hammer” Marshall presso i Frontiers mastering studios di Sidney in Australia

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