Gli inglesi Annotations Of An Autopsy hanno di recente pubblicato il loro secondo full-lenght, “The Reign Of Darkness”, composto da undici brani di death massiccio e violento. Abbiamo cercato di saperne di più contattando il chitarrista Sam Dawkins.
- Ciao Sam, benvenuto su Stereo Invaders e grazie per quest’intervista. Giusto un anno fa avete pubblicato il vostro album di debutto “Before The Throne Of Infection”: come sono andate le cose? Siete contenti dei risultati ottenuti con quel disco?
- Oh, sì, è stato incredibile. C’era molta pressione su di noi per fare un album perché abbiamo guadagnato una grande popolarità su myspace in un breve lasso di tempo, e considerato il tempo che abbiamo avuto per scriverlo e registrarlo, siamo molto orgogliosi dei risultati.
- Cos’è cambiato in quest’anno dopo la pubblicazione del vostro album d’esordio?
- Beh, abbiamo mosso i nostri culi per promuovere l’album, suonando al Download Festival, facendo un tour con i Job For A Cowboy, suonando al Summer Slaughter tour con i Suicide Silence e facendo party più che mai. È stato un grande anno per noi.
- Adesso è uscito il vostro nuovo disco, “The Reign Of Darkness”: sono innanzitutto curioso di sapere come si è svolto il song-writing.
- Beh, nel periodo in cui scrivevamo il disco, vivevamo in luoghi diversi dell’Inghilterra, così trovarsi insieme per scrivere non era proprio possibile. Così invece, io o Steve, o Jamie e Steve ci incontravamo, realizzavamo le basi di una canzone registrata su Cubase e la mandavamo agli altri membri tramite Internet. E dopo circa 3 mesi avevamo un album! Il processo è stato totalmente differente da quello dell’ultimo album, dove c’erano semplicemente 3 amici in una stanza ad ubriacarsi, a spassarsela, mentre veniva scritto l’occasionale riff!
- Ci racconti qualcosa invece riguardo le registrazioni?
- Abbiamo registrato in un posto chiamato Foel Studios, Galles. Era un grande cottage a miglia di distanza dalla civiltà e avevamo le nostre stanze, una sala giochi con biliardo e una TV con un grande schermo piatto. È stato un rifugio perfetto per rilassarci durante lo stressante processo di registrazione. Ma per la registrazione è andato tutto veramente bene, avevamo un grande ingegnere del suono che ci ha davvero aiutati per il sound finale dell’album.
- “Into The Black Slumber” è la traccia più lunga del disco, più atmosferica e solenne rispetto alle altre: che puoi dirci riguardo questa canzone?
- Volevamo proprio fare qualcosa un pochino differente, volevamo che fosse atmosferica ma che mantenesse uno sound heavy. Il testo, invece, è decisamente uno dei miei preferiti.
- Quali bands si possono annoverare tra le vostre principali influenze?
- È solo la musica che ascoltiamo tutti. Le principali influenze potremmo individuarle in Slipknot, Behemoth, Decapitated. Il nostro autista/tour manager è anche un grande fan degli anni ’80, così abbiamo ascoltato molto Whitesnake, Huey Lewis And The News, Tears For Fears mentre eravamo nel furgone del tour!
- Avete dovuto cancellare la vostra partecipazione con Dying Fetus e The Faceless negli USA a causa di problemi di visto: cos’è successo?
- Gli USA sembrano rendere molto difficile alle band d’oltreoceano andare lì in tour al momento, e non hanno accettato i nostri visti in tempo.
- Avete già programmato un altro tour?
- Naturalmente! Abbiamo qualcosa di confermato per gli Stati Uniti che non abbiamo ancora annunciato.
- I vostri progetti per il futuro?
- Fare un sacco di tour, suonare nei festival e continuare la nostra dominazione del mondo!
- Grazie ancora Sam, saluti a te e a tutta la band.











































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