Psychofagist sono il tormento interiore e la fantasia più sfrenata, uniti in un’essenza incontrollata e psicotica. La musica di questi ragazzi non fa per tutti, questa è indubbiamente la realtà. Ascoltiamoli, cercando di carpire il segreto della loro follia ed attitudine così spiccate nel creare suoni così originali.
- Ciao! Incominciamo facendo una breve presentazione della band e raccontandoci come vi siete conosciuti e cosa vi ha unito in tale progetto così particolare.
- A dirla all'americana io e Ste (fondatori e zoccolo duro della band) ci siamo conosciuti al college negli spensierati anni della “minore età”. Da quel 1998 abbiamo coinvolto, sconvolto e dato il benservito a vari musicanti forse non abbastanza mongoloidi da seguire i nostri scleri. La situazione s'è abbastanza stabilizzata solo verso il 2004 e ad oggi qualcuno in grado di sopportarci e venirci appresso (con addirittura strumenti musicali al seguito) c'è.
- In cosa vi sentite diversi, a distanza dell’ultimo prodotto omonimo? C’è un filo conduttore, a livello di sound, tra questo full-lenght e il suo predecessore?
- Ci siamo sempre sentiti liberi di fare quello che ci passava per la testa: questa riflessione vale abbastanza come filo conduttore? Che poi ai tempi il pallino fosse il grind svedese ed i suoni metal-mastodontici ed oggi sia il post-avant-noise-free-brutaljazzcore-funkyviolence è un altro discorso ... e in ogni caso abbiamo avuto l'accortezza (o l'ingenuità) di non diventare mai un act swedish-grindcore o un quartetto post-avant-noise-free-brutaljazzcore-funkyviolence!!
- Quali argomenti trattate ne “Il Secondo Tragico”?
- I testi hanno forma ermetica, frammentata e disomogenea: accompagnano secondo me ottimamente le songs, tra divagazioni sulla follia, sulle varie dipendenze umane, sulla asetticità della nostra società, la malattia e la fobia verso ciò che è diverso ... il tutto in modo a tratti burlesco e a tratti fatalista e negativista. Posso dire che alcune lyrics hanno visto propria genesi spontanea nel corso di letture o visioni cinematografiche varie, altre sono “rimaneggiamenti” di citazioni, aforismi, chiacchiere da bar (!!)...
- Come è nata la passione in voi per un sound così estremo e peculiare? Quali band vi hanno segnato maggiormente, in tal senso?
- Il come sia nata è difficile da descrivere: personalmente (ma qualsiasi mio psicotico collega potrà smentire) reputo l' “ASCOLTO ESTERNO” condizione basilare per l'80% del processo compositivo: il resto è fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione ...e mooooooolta flessibilità mentale. Bene o male siamo tutti dei maniaci di musica, tipo quegli autistici che trovi nei pochi sopravvissuti negozi veraci di dischi. Personalmente ascolto in maniera iper-selettiva e intransigente tutto ciò che sta tra Bukka White e Masonna, passando per Herbie Hancock e i Teeth of Lions Rule the Divine !!
- Riascoltandovi, mi è saltato in mente un paragone con i Painkiller di John Zorn. Un suono violento, destrutturato e geniale. Nella vostra carriera di artisti, avete avuto precedenti esperienze musicali? Se sì, quali generi affrontavate?
- Assolutamente: precedenti, attuali e (plausibilmente) future ... boh, io ho suonato e continuerò a suonare di tutto, non faccio testo; Ste si sta affacciando di recente alle avanguardie jazz e free con risultati pare incoraggianti; il Ducaconte passa le proprie giornate a studiare dietro le pelli con alle spalle un discreto curriculum live; le gesta cavalleresche di Luca T Mai sono invece pubblicate sulle migliori antologie di musica Metal.
- Novara e limitrofi è sempre stata una zona ricca di ottime band. Conosco personalmente M, mente di Skoll, True Endless ed interprete vocale in Opera IX? Vi è mai capitato di esibirvi con lui? Avete mai fatto qualcosa insieme a livello musicale?
- Giusto sabato scorso ci siamo esibiti a casa sua in un simposio teorico sulle forme estreme di anti-igiene personale degustando birra artigianale!! E' un grande amico, nostro vate all'epoca delle serate da metallari spatentati !! Ste ha collaborato spesso come chitarra solista su alcuni lavori dei progetti Skoll, Darkness e The True Endless.
- In zona ci sono locali in cui potete esibirvi? Trovo vi sia una profonda mancanza di luoghi (non sto parlando solo di Novara, ovviamente)adatti alla musica metal ed alternativa. Che ne pensate?
- No, tragedia completa: non ci sforziamo nemmeno ad andare a discutere con i gestori dei pochi locali di questo tipo in zona. Novara è peggio di un dormitorio, è un reparto di rianimazione. Qualcosa si muove discretamente a livello di spazi autogestiti, ma estremismi, grind-ismi, sperimentarismi e casinismi in genere spesso sono visti di cattivo occhio (e come dare torto?). La mancanza di luoghi e cultura musicale è comunque ormai insita nel modello sociale italico: paradossalmente credo pure sia ancor più grigia per chi fa musica propria in ambiti “commercializzabili” ... l'underground e i generi di ultra-nicchia han comunque propria linfa e proprio autosostegno, sebbene minimo.
- Come mai avete deciso di adottare il moniker Psychofagist?
- Il pesante fardello delle scelte di gioventù andate a buon(?) fine!!
- Se doveste autodefinirvi, quali aggettivi usereste e come parlereste di voi stessi per descrivervi?
- Un teatrino freak di psicolabili che prendono a calci i propri strumenti musicali, e in sottofondo cumuli insensati di note dispari a volumi poco gradevoli!!!
- Vi ringraziamo per l’intervista, lasciando qui spazio ad eventuali approfondimenti o cose a cui non ho saputo dar spazio a domande precedenti. Mi raccomando ragazzi, continuate così!!!!!
- Grazie a voi ... total rispetto!! Per tutte le informazioni sulla band e sul nuovo album “Il Secondo Tragico” vi rimando al nostro sito www.myspace.com/psychofagist











































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