Tanto progressive e classe tra le note degli Italianissimi Sinestesia, band che dopo aver dato alla luce album di assoluto valore, ci accingiamo piacevolmente ad intervistare nella persona di Roby De Micheli (chitarra).
- Ciao ragazzi, per prima cosa complimenti sinceri per il bellissimo album che avete fatto. Come vi siete conosciuti e come è nata l'idea di creare la band?
- Ciao a voi di Stereoinvaders. Grazie mille per i complimenti, ci fa molto piacere che "The Day After Flower" vi abbia colpito così positivamente. La nascita della band risale ormai a qualche anno fa, fondamentalmente, dopo qualche cambio di line up, abbiamo trovato il giusto equilibrio con Ricky De Vito alla voce, Alberto Bravin alle tastiere, Alessandro Sala al basso, Paolo Marchesich alla batteria e il sottoscritto (Roby De Micheli) alle chitarre. Siamo 5 amici che hanno una grande passione in comune e siamo molto fieri di come riusciamo a trasmetterla...ci divertiamo molto in quello che facciamo riuscendo ad essere tutti soddisfatti. Ci mettiamo serietà, impegno e dedizione e spero che questo si senta nella nostra musica.
- Sappiamo che è stato Franz Di Ciccio della Pfm a produrvi, come lo avete conosciuto e come è stato incontrarlo per la prima volta?
- Abbiamo conosciuto prima Iaia, la nostra manager e titolare di D&D concerti e poi Franz. Questo capitava nel 2004 in P.zza Unità d'Italia a Trieste, noi dovevamo suonare come supporto ai Fog con Carl Palmer alla batteria. Lì conobbì Iaia e le diedi un demo...mi richiamò dopo qualche giorno dicendomi che il materiale era stato valutato positivamente,così ci prendemmo un'appuntamento a qualche giorno di distanza..Li abbiamo incontrato Franz e da là, con loro due, è iniziato un rapporto stupendo. Poter lavorare con loro ci ha fatto crescere molto, sono persone molto competenti e professionali, umanamente sono splendidi e ci hanno dato la possibilità di apprendere tanto in poco tempo.
- Quali argomenti affrontare in "The Day After Flower"? Da cosa avete tratto ispirazione per la creazione dei vostri brani?
- Il messaggio che volevamo dare è un messaggio di sparanza: l'uomo può fare tutte le porcherie che vuole ma la natura riuscirà sempre a portare la vita anche dove apparentemente non è possibile. Ricky per scrivere i testi è solito leggere molto, filtrare tutto attraverso l'inconscio collettivo e poi buttare giù il testo. Musicalmente cerchiamo di ingabbiare degli stati emotivi e proviamo a metterli in musica. Quello che ci ispira maggiormente è il buttare dentro più informazioni possibili e cercare di dare senso, forma e continuità alla materia sonora che si viene a creare.
- Rispetto al precedente full-lenght come pensate di essere cambiati? Tirando delle somme, siete soddisfatti del disco?
- Siamo molto soddisfatti!! Abbiamo lavorato veramente sodo per arrivare a finire questo disco. Le canzoni sono state scritte, arrangiate, riscritte, rianalizzate, sempre tenendo un cordone ombelicale con Franz. E' stato un lavoro lungo ed elaborato ma ne è valsa la pena. Rispetto a "Sinestesia" siamo maturati sia umanamente che artisticamente grazie al rapporto stretto con Franz e Iaia e grazie alle esperienze live che abbiamo avuto modo di fare. Come ti dicevo prima, interagire con persone così preparate e professionali ti fa maturare in fretta. Ora non ci resta altro che fare tesoro di quello che abbiamo imparato per continuare ad apprendere nozioni e cercare di fare meglio possibile quello che amiamo fare: scrivere musica.
- Come mai avete deciso di chiamarvi proprio Sinestesia?
- Ci allettava l'idea di incorporare nel nome qualcosa che spiegasse che ci piaceva saltare da un genere all'altro, qualcosa che desse l'idea di tante sensazioni differenti e quindi abbiamo cominciato a cercare qualche parola interessante che avesse come argomento i sensi e ci siamo imbattuti in Sinestesia, abbiamo capito subito che quello era il nome giusto per la nostra band.
- A quali band Progressive in particolare vi sentite più affini? C'è un musicista, un brano che in qualche modo vi hanno fatto appassionare al genere?
- Mi è difficile limitare le nostre influenze al mondo del Prog, siamo tutti e 5 ascoltatori a 360 gradi. Nel mondo progressivo abbiamo ammirazione per Pfm, Banco del Mutuo Soccorso, New Trolls, Yes,Genesis, IQ, Saga, Dream Theater, Rush, ma poi entrano in gioco l'attrazione che abbiamo per The Beatles, U2 per poi passare all'energia dei Metallica o degli Slayer. Gli artisti che solitamente ci colpiscono sono quelli che cercano di fare al meglio il loro lavoro, dai prodotti traspare sempre la qualità e la dedizione e questi sono particolari fondamentali per noi. Qualsiasi cosa ma fatta bene.
- Dunque siete ascoltatori di musica a 360 gradi, c'è qualche project che vi ha particolarmente stupito nel recente passato e che ci volete segnalare?
- Quello che vorremmo fare è un plauso alla scena underground italiana, che è in continua crescita. Le band italiane hanno un sacco di voglia di far vedere quanto valgono e sfornano continuamente prodotti di livello molto alto. Manca un po' di coraggio nel supportare la scena, dobbiamo cominciare a pensare che possiamo dire la nostra, abbiamo veramente tanto da dare. Negli ultimi anni ho visto e sentito crescere i gruppi sia sotto un profilo musicale che professionale. Nutro grosse speranze per quello che possono dare le band italiane.
- Vi vedremo presto dal vivo? Se sì, dove e quando?
- La D&D concerti sta cercando situazioni e spazi possibili per portare la nostra musica in sede live, e noi speriamo di poter suonare il più possibile perchè siamo fondamentalmente una live band. Abbiamo cieca fiducia in Iaia e credo accadrà presto che ci potrete vedere dal vivo.
- Vi ringraziamo per l'intervista, continuate così siete bravissimi! Un saluto e un abbraccio da Stereoinvaders.
- Grazie a voi e grazie mille per i complimenti che ci danno carica e ci ripagano di tanto lavoro fatto...un abbraccio a voi e ai vostri lettori....











































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