logo

venerdì, 03 settembre 2010

 
PDF Stampa E-mail

Overhead

 
Overhead
Overhead
Overhead

intervista

Band Overhead
Contatti http://www.overhead-band.com
Scritto da Elio F
Data Agosto 29, 2009

Gli Overhead sono un’interessante band prog finlandese che di recente ha pubblicato il suo primo DVD, registrato durante il loro show al Prog Rock Festival tenutosi in Polonia lo scorso febbraio. Una buona occasione per conoscere meglio la band, per cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il chitarrista Jaakko Kettunen.

- Ciao Jaakko, molte grazie per quest’intervista.

- Ciao Elio, figurati.

- Come prima cosa, naturalmente, ti chiederei di presentarci la band.

- Siamo gli Overhead, una band progressive rock finlandese. Siamo insieme da dieci anni e abbiamo pubblicato tre studio albums: "Zumanthum" (2001), "Metaepitome" (2005) e "And We’re Not Here After All" (2008). E ora abbiamo fatto uscire questo nuovo DVD live, “Live After All”.

- Se dovessi descrivere la vostra musica, cosa diresti?

- Direi che è un rock melodico e diverso. È il risultato di cinque persone che uniscono le loro idee e influenze diverse e le mescolano tutte insieme per creare della musica interessante ed atmosferica, che può anche essere chiamata progressive rock.

- “And We’re Not Here After All”, come prima hai precisato, è il vostro terzo album. Puoi dirci però qualcosa circa le caratteristiche, le differenze, le particolarità di ogni vostro album?

- “Zumanthum” era un interessante debutto di una band giovane. C’è del buon materiale, ma non raggiunge in verità il livello degli album seguenti. Alcune volte suoniamo la title track dal vivo, e preferisco molto l’attuale versione dal vivo rispetto alla versione dell’album. “Metaepitome” era allora la cosa migliore che potessimo fare. Gli ascoltatori sembravano gradirlo molto così lo facevamo e lo facciamo ancora (si riferisce al fatto che suonano tuttora i brani estrapolati da quell’album/nda). Era un grosso passo in avanti sotto tutti gli aspetti, song writing, produzione, musicisti e così via. Guardando indietro è ancora adesso qualcosa di sperimentale in alcune aree. Vi compariva il lato più melodico e tematico della band. E “We’re Not Here After All” è chiaramente il mio favorito. È anche più avanzato nel song writing e per quanto riguarda la produzione. È forse un album più melodico e meditato e l’atmosfera è coerente. La perfomance della band suona più solida grazie al fatto che abbiamo suonato molto insieme.

- “Live Ater All” è il vostro primo DVD: quail sono le tue impressioni sul concerto? Cosa ti è piaciuto particolarmente? C’è stato qualcosa che è andato storto?

- Penso che sia stato un concerto molto buono. Una grande produzione del palco ed era divertente suonare. Sebbene fossi un po’ nervoso prima, sono stato in grado di divertirmi a suonare e dimenticare le telecamere. Riguardandolo e riascoltandolo, penso che sia andata molto bene. Naturalmente ci sarebbe piaciuto suonare più a lungo così avremmo potuto inserire più canzoni nel set, ma i 90 minuti erano comunque una buona durata. E avremmo potuto sfruttare di più il tempo del sound check, ma questo è un po’ come avviene di solito. E adesso chiunque può vedere l’aspetto live della band ed ascoltare le versioni dal vivo delle canzoni nel DVD.

- A mio avviso vi siete resi autori di una grandissima performance dal vivo, ma ho avuto l’impressione che il pubblico quella sera non fosse molto caloroso con voi, sei d’accordo?

- No, penso che si siano divertiti molto. La gente è stata a sperare che suonassimo in Polonia per molto tempo, e questa era finalmente la nostra occasione. Naturalmente il pubblico era seduto, mentre di solito non siamo così abituati, così non hanno di certo saltellato o fatto headbanging, ma hanno veramente mostrato il loro apprezzamento durante le canzoni.

- Avete incluso nel DVD molti bonus, specialmente alcune vostre perforamances dal vivo del passato: qual è l’origine di questi video? Sono tutti bootlegs?

- Sono stati ripresi durante i nostri show in Europa negli anni passati. Sono stati ripresi da noi stessi con il piccolo aiuto di amici nostri e in un caso dall’organizzatore del concerto. Naturalmente la qualità non è buona come quella del programma principale, ma dovrebbero essere interessanti da vedere specialmente per coloro che ci conoscono da più tempo. E abbiamo potuto includere più canzoni dagli album in questo modo, così puoi vedere una versione live della maggior parte delle nostre canzoni ora.

- La presenza del flauto è una caratteristica nella vostra musica, perché non sono poi moltissime le bands ad averla. È difficile conciliare le sonorità del flauto con la musica degli Overhead e riuscire ad armonizzarla con i temi creati dalla chitarra e dalle tastiere?

- Sì il flauto mi piace molto. Non è difficile conciliarlo alla musica, infatti penso che crei un’importante parte del sound degli Overhead abbastanza naturalmente. Ma ciò che è bello è che fa anche molto del lavoro ritmico. Suona pulsando ritmi o lunghe linee che lavorano come una sorta di synth aggiuntivo, così il flauto non è sempre in posizione di primo piano nella musica, per cui la gente alcune volte è portata a pensare ad un errore dovuto al mixaggio, ma non è così.

- Qualche giorno fa sono andato a vedere un concerto dei Jethro Tull: Ian Anderson è probabilmente il più famoso flautista rock, così devo ovviamente chiederti se gli Overhead sono stati in qualche modo influenzati dai Jethro Tull.

- Sì, Ian Anderson è un grande musicista. La gente spesso presume che siamo influenzati da loro a causa della presenza del flauto. Ma di fatto credo di essere l’unico nella band che ascolti i Jethro Tull. E mi piacciono molto, sono una grande band, tuttavia ho iniziato ad ascoltarli di più negli ultimi anni, non ascoltavo i Tull agli inizi degli Overhead. Così tramite me ci possono essere delle influenze, ma Alex (Keskitalo, cantante e flautista appunto/nda) è stato ispirato per il flauto dai primi album dei King Crimson e da una band finlandese degli anni ’70 chiamata Tabula Rasa.

- Alla fine del concerto suonate una splendida versione di “21st Century Schizoid Man” proprio dei King Crimson: come mai l’avete scelta? La suonate spesso nei vostri concerti?

- Sì, la suoniamo come bis da un po’ ormai. Il pubblico la ama sempre e ci è stato chiesto sempre di registrarla, bene così eccola! È una canzone divertente da suonare e ne abbiamo fato una nostra versione.

- I vostri progetti per il futuro?

- Abbiamo cominciato a scrivere nuovo materiale per il prossimo album. Ma ci vorrà ancora qualche anno prima che l’album sia finito, ci vuole sempre tempo. E suoneremo più concerti a quel punto.

- Direi che in Italia non è ancora molto conosciuta la scena prog finlandese: qual è ora la situazione e quali sono le migliori bands insieme a voi?

- Ci sono alcune grandi bands degli anni ’70 come i Wigwam e sono ancora più o meno attivi, mi piacciono molto. E ci sono alcune bands più giovani accanto a noi, mi piacciono per esempio i Circusfolk.

- Bene, Jaakko, grazie ancora per quest’intervista. All the best!

- Grazie a te!

Powered by JReviews
 


Powered by Joomla!. Valid XHTML and CSS.