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venerdì, 10 settembre 2010

 
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Il Grande Scisma D'Oriente - Synesthesia

 
Il Grande Scisma D'Oriente - Synesthesia

info

Band Il Grande Scisma D'Oriente
Titolo Synesthesia
Etichetta Autoproduzione
Genere death metal-grindcore
Anno 2009
Durata 23 Minuti
Nazionalità Italia
Formazione Emanuele Capparelli - Vocals
Gabriele Gaudino - Guitar
Giacomo Coppini - Guitar
Matteo Capozucca - Bass
Andrea Marino - Drums
Tracklist 1. Synesthesia I
2. Synesthesia II
3. Hypnagogia I
4. Hypnagogia II
5. Hypnagogia
Contatti http://www.myspace.com/grandescismadoriente
Voto 7,5
Scritta da Thiess

Furente e poi romantico, vigoroso nell’impugnare la propria arma, gentile nell’accarezzare il proprio amore. Questa l’incarnazione iconografica de Il Grande Scisma D'Oriente, project nato nel 2008 e che si presenta al pubblico con laDemo qui recensita. Il genere che i ragazzi bazzicano è un Progressive Death metal - di scuola Opeth - che alterna gli oscuri e dirompenti tecnicismi più estremi ad onirici passaggi. C’è veramente tanto di quei passi ed orme solcate già dagli svedesi, ma non ci sentiamo di condannare o bocciare il combo italico. Pur seguendo una via già percorsa, “Synesthesia” dimostra una tecnica ed attitudini invidiabili, proprio perché cimentarsi in questo genere risulta complicato ed assai pericoloso. La pericolosità risiede proprio nei paragoni e nel rischio di “scimmiottare” senza metterci del proprio o seguendo linee e sviluppi che copia-incollano i “maestri”. Il Grande Scisma D'Oriente dimostra invece che la passione e il trasporto per questi suoni non hanno ottenebrato le idee di fondo. Le atmosfere e la capacità di far sognare non si possono imitare, quelli nascono dal cuore; è un po’ come il sentimento che accomuna persone che hanno gli stessi principi e che in qualche modo usano gli mezzi simili per esprimerli. I momenti acustici dei pezzi diventano monito a guardarsi dentro, aggressività che non è mai fine a se stessa o imprecisa. La produzione è ottima come anche le capacità espressive; unico neo è l’inevitabile sensazione di “derivativo”. Eco costante nelle tracks, si fa prevedibile nel momento in cui cita gli Opeth, emulandone le gesta. Questi ragazzi hanno però stoffa da vendere, ci aspettiamo allora un salto di qualità dato da maggiore voglia di metterci del “proprio” a livello di proposta. Per il resto, sinceri complimenti!

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